Ora, forse, si parte. Dal binario giusto. Dalla pace.

(scritto da Raffaele D’Agata)

La nascita del gruppo dei “parlamentari per la pace”, annunciata dalla stampa l’11 luglio, è finalmente una cosa giusta sulla strada verso lo scopo che dà il nome a questo blog. Lo è per molte ragioni e in molti sensi.

Innanzitutto, l’editto che qualche giorno fa ammoniva il parlamento a tacere rispettoso in questioni troppo grandi per lui come le armi e le guerre non poteva restare ancora a lungo senza risposta. Mentre stiamo già avvicinandoci a vivere – ancora in sconcertante silenzio – i giorni del centenario della catastrofe iniziale  che fu madre di tutte le tragedie del Novecento, quell’editto lasciava risuonare sinistramente l’eco del vero e proprio colpo di stato monarchico-conservatore (applaudito da rivoluzionari senza popolo) che qualche mese dopo, sempre un secolo fa,  gettò l’Italia, contro la volontà della sua maggioranza, in quella che fu la più inutile, la più insensata e la più ferina delle guerre fino ad allora.

Già soltanto condividere altre idee rispetto a questo punto fondamentale appare determinante, giacché non può che comportare intesa su una rete di profonde e impegnative implicazioni. Queste vanno dalla difesa della Costituzione alla critica attiva nei confronti dell’ideologia della dittatura globale della finanza, giacché l’intero e gigantesco apparato della Guerra Infinita non è che un necessario complemento della rete di empie e disastrosamente contraddittorie alleanze transnazionali su cui tale dittatura è stata edificata negli scorsi decenni, gonfiandosi parassitariamente intorno ai conati di potenza di un impero mondiale in crisi.

La svolta, poi (e non per ultimo) sembra manifestarsi nel modo di ragionare politicamente. Dovrebbe essere una svolta sempre più chiara e consapevole. Finalmente non si discute più se stare dentro o fuori il centrosinistra, o più o meno contro. Il centrosinistra, finalmente, comincia ad “apparire” per ciò che è soprattutto dopo le inaudite nefandezze di aprile, cioè come qualcosa di cui non ha più senso discutere che della distanza tra il cielo della Luna e quello di Giove. Si comincia a guardare nel cannocchiale di Galileo. Mentre ciò accade, un autorevole neo-iscritto al PD (che il PD, qualunque cosa si intenda con questo nome, non merita troppo), dopo nuove nefandezze quasi altrettanto inaudite, si domandava pubblicamente: “Chi è il PD? Che cos’è il PD?”. Importanti domande.



Categorie:Uncategorized

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